GREENWASHING

/ˈɡriːn.wɒʃ.ɪŋ/ neologismo.

Questo neologismo, che in realtà nasce nel 1986 per bocca dell’ambientalista Jay Westerveld, è entrato a far parte del nostro vocabolario già da alcuni anni. E per quanto apparentemente sembri indicare qualcosa di veramente positivo, un bel lavaggio verde al profumo di sostenibilità, sta a significare l’esatto contrario. Si tratta infatti di una strategia di comunicazione volta a rendersi attraenti dipingendosi sostenibili pur non essendolo. Il greenwashing si sviluppa sotto molti aspetti, alcuni più riconoscibili altri meno. Si sente tanto parlare di green washing nel mondo della moda e per i prodotti di igiene personale e cosmesi, ma il problema è presente anche nel mondo dell’arredo. Come possiamo comprendere quali sono le principali strategie che vengono utilizzate per evitare di cadere in trappola? Fortunatamente il tema è stato ampiamente trattato e possiamo trovare un valido aiuto ai seguenti link: “I 7 peccati capitali del greenwashing”, “Good Guide” e “green wikia”.

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